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Inaugurata questa mattina la Mostra “Il Canto di Venere e le inquietudini di Giove, l’emancipazione musicale delle donne raccontata dai francobolli”

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È stata inaugurata questa mattina, nella splendida Sala del Consiglio del Palazzo delle Poste di Trieste, in piazza Vittorio Veneto, la mostra: “Il canto di Venere e le inquietudini di Giove - l’emancipazione musicale delle donne raccontata dai francobolli”, organizzata da Emanuela De Domenico, nuova responsabile del Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa, in collaborazione con il CUG-Comitato Unico di Garanzia del Conservatorio di musica “Giuseppe Tartini” di Trieste.

L’evento è il primo di quattro percorsi tematici dedicati alla creatività femminile, pianificati dal Museo triestino di Poste Italiane per la stagione 2024. «Il tema trattato oggi, con parole, musica, reperti storici e documenti – ha esordito nel suo intervento introduttivo Erasmo Scatigna, direttore della Filiale di Trieste di Poste Italiane – è uno di quelli che sta più a cuore all’Azienda che fortunatamente vanta un antidoto naturale contro le discriminazioni: la forte presenza femminile. In Friuli-Venezia Giulia, così come in provincia di Trieste, la presenza femminile si diffonde nei 331 uffici postali del territorio vantando il 70% di lavoratrici. Poste Italiane ha da sempre dato spazio all’occupazione femminile: il ruolo della donna, inizialmente legato soprattutto ad una innovazione tecnologica come quella del telegrafo, è cresciuto nel tempo e oggi, nell’era di internet le donne rivestono un ruolo strategico. La presenza femminile in regione ha avuto un ruolo determinante nel conseguimento dei risultati legati alla sostenibilità, all’inclusione e alla parità di genere».

Il Museo

Dal 1890 al 1894 l'architetto Friedrich Setz costruì l'imponente Palazzo delle Poste di Trieste nel Borgo Teresiano, con un eclettico stile di neo-rinascimentale costruito edificio ed una superficie di 7.100 m², che include una sala centrale con tetto in vetro.

Nel 1995 nasce l'idea di costituire un museo postale e telegrafico con la partecipazione del Comune di Trieste, allo scopo di documentare e mettere a disposizione del pubblico la storia postale ed il relativo patrimonio della città, della regione e dei paesi vicini. Nel 1997 il museo è stato aperto ai visitatori al piano terra dell'Ufficio postale centrale di Trieste, riallestendo parte delle caratteristiche originali dell'antico ufficio postale. Dal 2001 il museo è entrato a far parte dei Civici Musei di storia e arte di Trieste. Il museo si propone di ricordare e di valorizzare la storia del servizio postale nell'area della Mitteleuropa. È stato aperto al pubblico nel 1997 ed è gestito in forma congiunta dalle Poste italiane e dal Comune di Trieste.

Il Conservatorio Tartini

Durante tutto l'Ottocento le scuole di musica a Trieste furono numerose e fiorenti: scuole di strumento, licei ed istituti musicali erano ambiti, non solo fra i ceti più abbienti. Per le fasce più povere funzionavano egregiamente i ricreatori, i collegi, le scuole di banda, i centri di assistenza. Nei primi anni del XX secolo Trieste poteva vantare ben due istituti d'istruzione musicale di alto livello: il Liceo Musicale "Giuseppe Tartini", che iniziò la sua attività nell'ottobre 1903, e l'Istituto Musicale triestino, più tardi denominato "Conservatorio Giuseppe Verdi". Nel luglio 1932 i due istituti vennero unificati e confluirono nell'Ateneo musicale triestino, in seguito intitolato "Liceo musicale triestino" (1943).

La "statizzazione" del Conservatorio, fu decretata da un provvedimento del Governo Militare Alleato del 1953, recepito, a seguito del ritorno di Trieste all’Italia, dalla legge 243 del 1958 con effetto retroattivo al 1953. Con il ritorno di Trieste all'Italia, nel 1954, il Conservatorio acquisì una nuova e definitiva sede nel prestigioso Palazzo Rittmeyer. Negli anni Ottanta, palazzo Rittmeyer venne sottoposto ad importanti lavori di ristrutturazione. La scuola, già dotata di un elegante salone situato nel piano nobile, viene arricchita di una sala ricavata nel sottosuolo e provvista di organo, realizzato dalla ditta Zanin, che si colloca fra gli strumenti più importanti dell'intera Regione.

Nel 1992, trecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Tartini, il Conservatorio celebrò la ricorrenza con l'intitolazione della nuova sala al compositore istriano. Nel 1994 il Comune di Trieste riaffidò la sede, quasi completamente ristrutturata, al Conservatorio che negli anni precedenti aveva proseguito la propria attività decentrandola presso altri edifici scolastici cittadini. Nel 2002 iniziarono i lavori di completamento della ristrutturazione, finanziati dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dalla Provincia di Trieste, realizzando, tra l'altro, una nuova ala didattica e adeguando l'intera struttura alle norme di sicurezza, igiene e prevenzione. Un ulteriore intervento iniziato nel 2012 ha riguardato alcune migliorie necessarie per l'uso pubblico della sala Tartini.

La mostra

La cerimonia di inaugurazione è proseguita con le parole della Presidente del Conservatorio Tartini, Daniela Dado che ha ringraziato Poste Italiane: «per aver coinvolto il nostro Istituto in questa importante mostra dedicata alla creatività femminile e all’emancipazione della donna nell’Arte musicale. Il CUG - Comitato Unico di Garanzia del Conservatorio, che tra le altre finalità annovera anche la promozione di quanto necessario a sensibilizzare e diffondere tematiche legate alla parità e opportunità di genere e all’assenza di discriminazioni, ha partecipato attivamente all’organizzazione di questo evento che coincide con l’avvio delle iniziative per la ricorrenza della Giornata internazionale dedicata alle donne dell’8 marzo. Nel corso dell’evento di inaugurazione della mostra, oltre agli interventi di una affermata pianista attuale docente del Conservatorio e di una musicista diplomata al Conservatorio Tartini, era infatti previsto un particolare momento musicale quale omaggio a tutte le donne».

Martina Aimo (musicista diplomata al Conservatorio Tartini in Canto Jazz e in Didattica delle Musica) ha dichiarato che:

il rapporto tra donne e creatività” in modo interdisciplinare, servendosi delle riflessioni di Simone de Beauvoir e di Virginia Woolf e facendo riferimento alla “stanza tutta per sé” quale spazio fisico ma anche simbolico della creatività, luogo in cui matura il coraggio per vincere i condizionamenti che storicamente hanno posto le donne in una situazione di subalternità. Tutti valori possono essere trasmessi alle nuove generazioni attraverso strumenti didattici e pedagogici. La musicista, infine, ha ricordato i riferimenti “creativi” del proprio percorso artistico, legati ai miti delle vocalist Jazz e delle grandi interpreti della musica italiana".

A conclusione della presentazione, il quartetto di saxofonisti del Conservatorio Tartini (appartenenti alla classe del professor Massimiliano Donninelli) ha dedicato un omaggio musicale a tutte le donne presenti nel salone del palazzo delle Poste per celebrare la Giornata internazionale della donna.

È seguita la visita guidata della mostra, che, attraverso 46 pannelli, riuniti in 4 sezioni (Classica, Jazz, Canzone d’autore, Icone Pop), racconta, anche grazie alle riproduzioni grafiche dei francobolli, le biografie e le opere di alcune tra le più rappresentative musiciste dal Medioevo ai giorni nostri.

«Le discriminazioni manifestate nei confronti delle donne – ha spiegato Emanuela De Domenico, curatrice della mostra – si sono concentrate soprattutto sull’attività compositiva, considerata da sempre un dominio prettamente maschile, e hanno riguardato in modo trasversale epoche e generi musicali diversi”.

L’esposizione, ospitata al primo piano delle Palazzo delle Poste di Trieste, sarà visitabile fino all’8 aprile negli orari di apertura dell’Ufficio postale: da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 19 e il sabato fino alle 12.30.





Questo è un articolo pubblicato il 08-03-2024 alle 21:27 sul giornale del 08 marzo 2024 - 332 letture






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