Maxi sequestro nel porto di Trieste: 730 kg di cocaina nascosti in un container con il caffè

2' di lettura 28/10/2022 - Guardia di Finanzia e Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta presso il porto di Trieste, hanno intercettato nei giorni scorsi un ingente carico di sostanza stupefacente, del tipo cocaina, proveniente dal Sudamerica e la cui destinazione è tuttora oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.

In particolare, la rilevante quantità di prodotto illecito era stato abilmente occultato all’interno di un container, in sacchi contenenti caffè, oggetto di controllo a seguito delle analisi di rischio che vengono quotidianamente effettuate per garantire un adeguato ed efficace dispositivo di controllo dei traffici commerciali che interessano il porto giuliano.

Nella circostanza, una volta disposto lo scarico totale del prodotto dichiaratamente trasportato, lo stesso è stato accuratamente ispezionato congiuntamente dai funzionari doganali e dai militari della Guardia di Finanza, i quali si sono avvalsi anche dell’ausilio delle unità cinofile in quel momento disponibili.

Sono state proprio le suddette unità cinofile a “segnalare” alcuni dei sacchi ispezionati, al cui interno è stata effettivamente rinvenuta la sostanza stupefacente, abilmente mischiata ai grani di caffè crudo, verosimilmente per confondere l’olfatto dei cani molecolari che, questa volta, evidentemente, non si sono fatti sviare nella loro ricerca.

Il quantitativo di sostanza stupefacente, uno dei più rilevanti mai intercettati presso lo scalo portuale giuliano, avrebbe fruttato introiti per oltre 20 milioni di euro sulle piazze di spaccio e sarebbe stato idoneo a saturare una vasta area di “mercato” per un apprezzabile periodo di tempo, con grave nocumento per la salute dei “consumatori” finali di tali sostanze.

Ugualmente significativo è altresì l’effetto di aver sottratto alle organizzazioni criminali la disponibilità di sostanze illecite che avrebbero consentito loro di conseguire altrettanto rilevanti illeciti profitti da reinvestire nel traffico stesso ovvero da immettere nell’economia legale; in ordine a tali profili le attività investigative saranno pertanto oggetto di ulteriori approfondimenti e sviluppi.

Proprio per tali motivi, le iniziative operative di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti commesso dalla criminalità comune ed organizzata consente indirettamente di intercettare e reprimere anche ogni forma di inquinamento dell’economia legale, in funzione di salvaguardia dei cittadini e degli operatori economici onesti, quale ulteriore non trascurabile valore aggiunto alle iniziative di sequestro eseguite.

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Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2022 alle 10:08 sul giornale del 29 ottobre 2022 - 26 letture

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